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Ordinanza 12394/2019
 

 


Incompetenza per territorio - Eccezione - Erronea indicazione

L'indicazione del foro ritenuto competente, ad opera del convenuto che eccepisca l'incompetenza per territorio del giudice adito, è imposta dall'art. 38, comma 2, c.p.c. in funzione dell'eventuale adesione dell'attore, con la conseguenza che, ove tale foro sia erroneamente individuato e detta adesione difetti, non ne consegue, per ciò stesso, l'inefficacia dell'eccezione, dovendo piuttosto il giudice adito individuare l'esatto giudice competente, in base ai criteri di collegamento da applicare per stabilire tale competenza territoriale.

Corte di Cassazione, Sezione 6 civile, Ordinanza 9 maggio 2019, n. 12394   (CED Cassazione 2019)

 

 

 

Ritenuto

come la sentenza n. 381/2018 del Tribunale di Alessandria, depositata il 14 maggio 2018 e impugnata con ricorso notificato il 29 maggio 2018, a fronte della eccezione dell'opponente N. F., il quale indicava la competenza del Tribunale di Matera, abbia dichiarato la competenza per territorio dell'adito Tribunale in ordine alla opposizione avverso il decreto ingiuntivo reso nei confronti di N. F. su domanda della E. s.r.l., relativo al corrispettivo di pagamento documentato da fatture per la fornitura di carburante;

chiarito come sia impugnabile mediante regolamento ex art. 42 c.p.c. la decisione declinatoria della competenza pur assunta, come nella specie, erroneamente con sentenza e non con ordinanza, in violazione dell'art. 279, comma 1, c.p.c., introdotto dalla I. n. 69 del 2009, attesa l'irrilevanza dell'inosservanza del requisito di forma (Cass. Sez. 6 - 3, 26/01/2016, n. 1400);

considerato come la sentenza n. 381/2018 del Tribunale di Alessandria, ai fini della individuazione del luogo in cui è sorta l'obbligazione azionata, ex art. 20 c.p.c., abbia avuto riguardo al luogo in cui è avvenuta la consegna della merce al vettore, nonché alla disposizione del terzo comma dell'art. 1498 c.c., a norma della quale il pagamento della merce compravenduta, quando non deve essere contestuale alla consegna, va eseguito al domicilio del venditore; mentre, quanto al luogo di conclusione del contratto, in assenza di documentazione scritta, il Tribunale di Alessandria ha fatto riferimento al luogo di esecuzione da parte del venditore con la consegna allo spedizioniere;

evidenziato come il primo motivo del ricorso di N. F. deduce la violazione e falsa applicazione dell'art. 38 c.p.c. in relazione agli artt. 18, 19 e 20 c.p.c., ed all'art. 1182, comma 3, c.c., nonché la violazione e falsa applicazione degli artt.1498 e 1510 c.c. e l'omesso esame circa un fatto decisivo, assumendo l'errore del Tribunale di Alessandria per aver ravvisato la propria competenza territoriale sulla base di un contratto mai prodotto in giudizio, senza tener conto che la fornitura del gasolio, azionata in sede monitoria, era avvenuta in Montalbano Ionico, comune compreso nel circondario del Tribunale di Matera;

evidenziato ulteriormente come il secondo motivo del ricorso di N. F. deduce la violazione e falsa applicazione dell'art. 38 c.p.c. in relazione agli artt. 18, 19 e 20 c.p.c., ed all'art. 1182, comma 3, c.c., nonché la violazione e falsa applicazione degli artt. 1498 e 1510 c.c. e l'omesso esame circa un fatto decisivo, assumendo l'errore del Tribunale di Alessandria per aver ravvisato un contratto di vendita a distanza di carburante, operando così una confusione tra vendita e fornitura, senza tener conto che il gasolio era consegnato al vettore in E., comune compreso nel circondario del Tribunale di Potenza;

premesso come, avendosi riguardo a regolamento in tema di competenza per territorio derogabile in causa relativa a diritti di obbligazione, questa Corte debba apprezzare la sola osservanza delle norme sulla competenza, anche al di là delle ragioni invocate con i motivi di ricorso e purché sussista una completa formulazione dell'eccezione d'incompetenza, con riferimento a ciascuno dei concorrenti criteri di collegamento previsti dagli artt. 18, 19 e 20 c.p.c.;

evidenziato come l'eccezione di incompetenza territoriale da parte del convenuto non introduce nel processo un tema che necessiti di istruzione con possibilità di assunzione di prove costituende, ma va decisa sulla base delle prove costituite già acquisite agli atti (in tali limiti consentendosi, altresì, il ricorso alla "sommarie informazioni" di cui all'art. 38, ultimo comma, c.p.c.), sicché la questione della competenza deve esaminarsi alla stregua delle sole risultanze processuali disponibili (Cass. Sez. 6 - 3, 22/07/2013, n. 17794; Cass. Sez. 3, 21/05/2010, n. 12455; Cass. Sez. 3, 20/10/2006, n. 22526);

ritenuto, pertanto, che, avendo la E. s.r.l. richiesto il decreto ingiuntivo per una somma determinata, portata da due fatture e costituente il corrispettivo per la fornitura di gasolio, e dovendosi perciò intendere quale obbligazione dedotta in giudizio, agli effetti dell'art 20 c.p.c., il pagamento del prezzo, il forum destinatae solutionis va individuato alla stregua dell'art. 1498, comma 2, c.c., operante in mancanza di particolari pattuizioni (ciò che è avvenuto nella specie, per quanto deduce il medesimo ricorrente), nel senso che il pagamento del prezzo debba avvenire nel luogo stabilito per la consegna della cosa venduta;

ritenuto, a tal fine, luogo della consegna, giacché si tratta di vendita con spedizione (cosiddetta "vendita da piazza a piazza"), ai sensi del secondo comma dell'art 1510 c.c., quello in cui il venditore rimette la cosa al vettore (Cass. Sez. 3, 10/08/1963, n. 2271; Cass. Sez. 2, 23/12/1995, n. 13103);

evidenziato come correttamente si individui nel ricorso per regolamento, quale luogo dell'avvenuta consegna del gasolio (locus destinatae solutionis, ex artt. 1498, comma 2, e 1510 c.c.), il deposito di carburante sito in E. (PZ), comune compreso nel circondario del Tribunale di Potenza, siccome risultante dalle fatture emesse dalla E. s.r.l., prodotte nel procedimento monitorio e nel giudizio di opposizione;

considerato, parimenti, quanto al criterio di collegamento del luogo di conclusione del contratto, come, nella vendita da piazza a piazza, lo stesso debba individuarsi nel luogo in cui è avvenuta la consegna della merce al vettore, avente, ai sensi dell'art. 1510, comma 2, c.c., effetto liberatorio per il venditore (Cass. Sez. 3, 12/01/2007, n. 453; Cass. Sez. 2, 27/08/2003, n. 12585); evidenziato come neppure sussista la competenza dell'adito Tribunale di Alessandria ai sensi dell'art. 18 c.p.c., avendo N. F. la propria residenza ed il proprio domicilio in Montalbano Ionico, comune compreso nel circondario del Tribunale di Matera;

considerato allora come, seppur la disciplina dettata dall'art. 38 c.p.c. comporta che il convenuto sia tenuto ad eccepire l'incompetenza del giudice adito, con riferimento a tutti i criteri concorrenti previsti dagli artt. 18, 19 e 20 c.p.c., nonché con l'indicazione specifica del giudice ritenuto competente in relazione a ciascuno di essi, tale ultima indicazione deve intendersi imposta in funzione dell'eventuale adesione dell'attore, con la conseguenza che l'erronea individuazione di detto foro (avendo, nella specie, N. F. indicato al riguardo, nell'atto di opposizione a decreto ingiuntivo, la competenza del solo Tribunale di Matera) non rende per ciò stesso inefficace l'eccezione, comportando, piuttosto, che il giudice adito, in difetto di adesione della controparte alla indicazione stessa, provveda all'individuazione dell'esatto giudice competente in base ai criteri di collegamento da applicare per stabilire tale competenza territoriale (Cass. Sez. 3, 08/08/2007, n. 17399; Cass. Sez. 3, 15/01/2003, n. 468; Cass. Sez. 2, 15/03/1994, n. 2444, proprio in tema di individuazione del giudice competente ai sensi dell'art. 1510 c.c.; arg. anche da Cass. Sez. 6 - 3, 13/09/2017, n. 21184);

ritenuto, in definitiva, che deve essere accolta l'istanza di regolamento, dichiarando la competenza per territorio del Tribunale di Potenza o del Tribunale di Matera, con riassunzione del giudizio nel termine di cui all'art. 50 c.p.c., rimettendosi a tale prosieguo di provvedere in ordine alle spese del giudizio di regolamento.

P. Q. M.

La Corte accoglie il ricorso e dichiara la competenza del Tribunale di Potenza o del Tribunale di Matera, anche ai fini della liquidazione delle spese del giudizio di regolamento, fissando per la riassunzione del giudizio il termine di cui all'art.50 c.p.c.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della 6 - 2 Sezione civile della Corte suprema di cassazione, il 10febbraio 2019.